Alla scoperta di Berlino in 2 giorni


Questa volta ci spostiamo in Germania, un po' cupa, un po' fredda, ma unica nel suo genere e con una storia pesante alle spalle. 

"Bist du bereit zu packen?"  - “Siete pronti a fare la valigia?”

Oggi andremo alla scoperta di Berlino!

Capitale della Repubblica Federale di Germania e sede del suo governo, Berlino è uno dei più importanti centri politici e culturali d'Europa e, dopo Londra, il secondo comune più popoloso dell'Unione Europea.

COSA VEDERE IL PRIMO GIORNO A BERLINO?

La prima tappa è il famosissimo Reichstag, sede del Bundestag o Parlamento Federale Tedesco dal 1999.
Il Reichstag di Berlino merita sicuramente la nostra attenzione se non altro per la sua cupola in vetro detta Dome, raggiungibile con un ascensore, opera dell’architetto inglese Norman Foster. Un anno dopo la riunificazione, avvenuta il 3 Ottobre 1990, il parlamento federale scelse il Reichstag come sede parlamentare della capitale della Germania Unita. Fu quindi avviato un restauro completo e spettacolare dell’edificio che nel 1999 accolse la prima riunione del nuovo parlamento. Complessivamente, l’edificio era costituito da quattro ali e due cortili interni, con un gran salone per le sedute plenarie. A 75 metri d’altezza, sulla cupola, spiccava la corona imperiale.

Paradossalmente, subito dopo la sua costruzione iniziata nel lontano 1884, l’edificio fu criticato perché l’entrata si trovava “dalla parte sbagliata”: verso ovest, dando così le spalle al palazzo imperiale e a quello che nel 19° secolo era il centro della città. La famosa iscrizione “Dem Deutschen Volke” ("Al Popolo Tedesco") troneggia ancora oggi sul monumentale ingresso. Nel corso del Novecento il Reichstag fu però più volte danneggiato. Dopo la riunificazione e il trasferimento del parlamento da Bonn a Berlino, fu necessario modernizzare la fatiscente struttura. L’architetto britannico Sir Norman Foster fu incaricato di realizzare la ciclopica opera di conversione, che fu motivo di forti controversie soprattutto quando il suo progetto iniziale, che prevedeva la realizzazione di una sorta di baldacchino a copertura dell’intero edificio, fu scartato. Il parlamento federale approvò invece un progetto più conservativo che comportava la ricostruzione della cupola originale, rivisitata in chiave moderna.

La nuova cupola, detta anche “lanterna” o Dome, con il suo cono centrale, è una struttura tecnologicamente avanzata, in grado di riflettere e ottimizzare la luce naturale e di controllare la penetrazione del calore. Di notte riflette all’esterno la luce interna, dando così modo ai berlinesi di sapere se il Bundestag è riunito. Per questo motivo la cupola è forse l’elemento visivamente e tecnicamente più sorprendente dell’edificio. Sul tetto sono sistemati pannelli solari che alimentano il sistema di ventilazione dell’aria. L’elettricità è ricavata invece bruciando olio vegetale, mentre il calore in eccesso è deviato in un bacino d’acqua sotto l’edificio, utilizzato d’inverno per il riscaldamento. Il Reichstag è stato più volte il palcoscenico di eventi fondamentali della storia tedesca, come la proclamazione della Repubblica (1918) e la cerimonia ufficiale della riunificazione della Germania (1990).

Orari: Aperto tutti i giorni della settimana dalle ore 8.00 alle 24.00 (ultimo accesso consentito alle ore 22.00).
Prezzo: L'ingresso è gratuito*. E’ necessario prenotare la visita sul sito ufficiale del Bundestag che potete trovare qui.

Qualche curiosità..

[Nel 1995 milioni di persone affluirono a vedere il palazzo “impacchettato” in tela argentata dall’artista di origini bulgare Christo e dalla moglie Jeanne-Claude, noti per le loro effimere opere su monumenti e paesaggi. La magia dell’opera, che rendeva ancora più evidenti le forme e le proporzioni del palazzo, durò due settimane. Forse il nome di questo artista vi suona familiare poichè è lo stesso che nel 2016 ha dato vita alla "The Floating Piers", passerella di cubi arancioni lunga circa 3 km posizionata sul Lago d'Iseo.] 

Usciti dal Reichstag  a soli 5 minuti a piedi percorrendo Ebertstraße/B2/B5 raggiungiamo la Porta di Brandeburgo.  Considerata il simbolo di Berlino, ai tempi della Guerra Fredda era l’emblema della divisione delle due Germanie mentre, dopo la caduta del Muro, è diventata la rappresentazione della Germania unita. Progettata nel 1791 da Carl Gotthard Langhans era la principale via di ingresso in città ed ancora oggi è considerata l’unica parte sopravvissuta della cinta muraria. Dodici colonne in stile neoclassico sorreggono la porta sormontata dalla celebre Quadriga, imponente scultura di Johann Gottfried Schadow che raffigura la Vittoria alata. Il 22 Dicembre 1989 la Porta fu ufficialmente riaperta e 100 mila persone vi si affollarono per celebrare l’evento. Purtroppo proprio in quell’occasione il monumento fu gravemente danneggiato, tanto che, per assurdo, fu necessaria la sua richiusura per restauri. La Porta è stata ufficialmente riaperta nel 2002. 

Vista frontale della Porta di Brandeburgo a Berlino
Porta di Brandeburgo
Qualche curiosità..
[Fu qui, esattamente alla Porta di Brandeburgo che, il 12 Giugno 1987, Ronald Reagan incalzò il suo illuminato avversario, con le parole: “Signor Gorbachov, abbatta questo muro!” il discorso, che fece eco alla famosa frase del presidente von Weizsacker: “Fintanto che la Porta di Brandeburgo rimarrà chiusa, la questione tedesca resterà aperta!”.]

Proseguendo verso sud su Ebertstraße/B2/B5, nel pieno centro città, a soli pochi passi dalla Porta di Brandeburgo nel quartiere di Mitte, lungo una sezione di quella che un tempo era la terra di nessuno tra i due lati del Muro, nel 2005 venne eretto l'impressionante Memoriale dell'Olocausto, il monumento commemorativo dedicato agli ebrei vittime dell’Olocausto. 
Ammetto che questo luogo nella sua semplicità forse è tra le cose che mi hanno colpito di più durante la mia visita a Berlino. 
Soffermatevi un attimo in mezzo a questi 2711 blocchi di cemento rettangolari in silenzio e lasciatevi trasportare dalle emozioni. Sì esatto, non ho sbagliato a scrivere, sono esattamente 2711 blocchi di cemento posti su una superficie ondulata a creare uno strano effetto di claustrofobia. L’opera è dell’architetto Peter Eisenman e ha vinto il premio dell’AIA (American Institute of Architects). Impressionante nella sua grigia sobrietà, qui troviamo anche un centro informazioni sotterraneo situato nel lato sudorientale del monumento, accessibile con un ascensore o scendendo due piani di scale. Gli 800 metri quadrati sotterranei del centro informazioni sono la parte complementare e nascosta dell’opera monumentale che sorge in superficie. Qui sono raccolte documentazione e testimonianze riguardanti persone e famiglie vittime dell’Olocausto e numerosi dati che permettono di comprendere meglio la vastità del genocidio, non solo in Germania ma in tutta Europa. La visita della zona sotterranea a parer mio richiede almeno un’ora se non di più, con la possibilità di organizzare tour guidati o utilizzare l'audio guida fornita all’ingresso a pagamento.

Memoriale dell'Olocausto in Berlino
Memoriale dell'Olocausto

Proseguendo ulteriormente verso sud a circa 10 minuti dal Memoriale dell’Olocausto raggiungiamo 
Potsdamer Platz. Questa  piazza è l’emblema della “Nuova Berlino”, moderna e tecnologica, un sorprendente esempio di come, negli anni Novanta, il rinnovamento urbano abbia potuto trasformare questa città. Postdamer Platz è una zona costituita da tre aree, note come Daimler City, o Area Daimler Chrysler (1998), Sony Center (2000) e Besheim Centre (2004), che hanno letteralmente reinventato un terreno desolato dove fino al 1989 il Muro separava Berlino Est da Berlino Ovest. Qui ancora si può notare sul pavimento della piazza un solco che traccia una riga in corrispondenza a dove una volta passava il Muro e un resto del Muro stesso (purtroppo letteralmente ricoperto da gomme da masticare e scritte di pennarello). Nel 1989, con la caduta del Muro, un consorzio d’investitori internazionali e alcuni tra i più grandi architetti al mondo – Renzo Piano, Helmut Jahn, Richard Rogers, Arata Isozachi e Rafael Moreno – progettarono la “Resurrezione” di questa piazza rendendola uno degli snodi più all’avanguardia di Berlino. Qui potete visitare il Panorama Punkt (punto panoramico) sulla Torre Kollhoff raggiungibile in ascensore, che vi regalerà una splendida vista di Berlino dai suoi 93 metri d’altezza. All’estremità meridionale della piazza, la Torre Debis, in pietra e vetro, realizzata da Renzo Piano, ospita la sede centrale del gruppo. Fu questo il primo edificio della zona a essere completato. È alta 106 metri ed è composta da 22 piani. La sua caratteristica principale è quella di essere realizzata “scorporando” i singoli elementi: la scala, il vano ascensore, gli uffici e così via.
Qualche curiosità..
[Negli anni Venti del secolo scorso, proprio in Postdamer Platz fu installato il primo impianto d’illuminazione stradale d’Europa, dando luce a quello che allora era il cuore della più attiva e frenetica città europea, piena di traffico, negozi e divertimenti.]


Proseguiamo il  nostro tour dirigendoci verso uno dei punti più turistici e conosciuti di Berlino, Checkpoint Charlie. Considerato uno dei simboli della Guerra Fredda, qui passavano gli alleati, i diplomatici e tutti gli stranieri aventi diritto di spostarsi da una parte all’altra di Berlino dal 1961 al 1990. L’altro punto di passaggio era il ponte di Glienicker (Glienicker Brücke).


A Checkpoint Charlie vi era lo storico cartello: 

“YOU ARE NOW LEAVING THE AMERICAN SECTOR" - "STATE LASCIANDO IL SETTORE AMERICANO” 
(scritta riportata in inglese, russo, francese e tedesco) 
simbolo della divisione di Berlino e  monito per chiunque volesse avventurarsi al di là del Muro. 


Cartello che delimitava il confine Americano-Russo a Checkpoint Charlie a Berlino
Cartello di confine a Checkpoint Charlie
La guardiola  in legno originale dalla quale erano obbligati a passare i visitatori diretti al Settore Russo (Berlino est) è stata abbattuta. La ricostruzione comprende una guardiola americana e una copia della segnaletica di confine. Le strutture originali sono invece conservate all’Allierten Museum, nel quartiere di Dahlem, dove sono anche esposte le pietre che segnavano la linea di confine e la toccante fotografia di Frank Thiel che mostra un soldato americano e uno sovietico. Altri oggetti d’epoca legati a questo punto di passaggio storico sono raccolti poco lontano, presso il Café Adler, un tempo punto d’incontro per giornalisti, spie e informatori. 

Ora ci spostiamo a  Gendarmenmarkt, forse tra le più maestose piazze berlinesi. Qui distinguiamo tre inconfondibili edifici: il Deutscher Dom (duomo tedesco), il Französischer Dom (duomo francese) e la Konzerthaus (sala dei concerti), che insieme formano un trittico architettonico senza pari. Le due cattedrali sono sormontate da due grandi cupole, realizzate nel 1785 dall’architetto Carl von Gontard con lo scopo di valorizzare ulteriormente le due chiese. La piazza risale al 1700 e fu progettata con lo scopo di diventare il cuore di Friedrichstadt, un nuovo quartiere di Berlino. Il nome Gendarmenmarkt arriva dal termine francese “gens d’armes” (gendarmi), un reggimento prussiano formato da soldati ugonotti. Infatti, proprio qui furono accolti gli ugonotti dopo la loro espulsione dalla Francia. Il duomo francese oggi ospita l’Hugenottenmuseum (museo degli ugonotti). Nel duomo tedesco, ricostruito negli anni ’80, è invece possibile visitare una mostra permanente dedicata alla storia del Parlamento tedesco. La statua di Friedrich Schiller, opera di Reinhold Begas, che dal 1871 si trovava al centro della piazza, fu rimossa dai nazisti e restituita a Berlino est soltanto nel 1988 dopo un lungo esilio nell’altra metà della città. 

Non molto distante da Gendarmenmarkt troviamo un’altra importante piazza berlinese, Bebelplatz. Progettata nel 1740 con l’intento di farne un gioiello dell’Illuminismo umanistico prussiano, la piazza porta il nome di August Bebel, co-fondatore del Partito Social Democratico (SPD). Secondo il visionario progetto di Federico il Grande, la piazza, poco distante dal Palazzo Reale, sarebbe dovuta diventare il punto focale del Forum Fridericianum, un grandioso centro artistico e intellettuale ispirato alla Roma antica, per la cui realizzazione furono costruite anche l’Alte Königliche Bibliothek (Biblioteca Reale), la Staatsoper Unter den Linden (l’Opera, eretta nel 1741) e la St-Hedwigs Kathedrale (che vedremo tra poco più nel dettaglio). I costi degli sforzi bellici, però, prosciugarono le casse dello Stato e resero impossibile il completamento del progetto. Oggi, purtroppo, la piazza è ricordata soprattutto per il primo rogo pubblico di libri dell’epoca nazista (10 Maggio 1933), avvenuto a pochi metri dall’Università di Humboldt, dove lo studente Karl Marx fu allievo di Hegel. Il rogo, durante il quale furono dati alle fiamme oltre ventimila volumi di autori “sovversivi”, tra cui Karl Marx, Berthold Brecht e Thomas Mann, fu concepito come azione dimostrativa e ammonimento contro gli oppositori del Nazismo. A memoria dell’evento sorge oggi la Versunkene Bibliothek (Biblioteca Affondata), il monumento di Micha Ullmann, costruito al di sotto del piano stradale, che rappresenta una biblioteca di 50 mq con gli scaffali completamente vuoti. Soffermatevi qualche secondo ad osservare attraverso l’oblò questi scaffali e verrete pervasi da una sensazione di vuoto e tristezza che penso sia proprio lo scopo con il quale Ullmann abbia eretto questo monumento. 

La Sankt Hedwigs Kathedrale o Cattedrale di Sant’Edvige (1773), facilmente riconoscibile per la sua grande cupola in rame, è la più antica chiesa cattolica dell’arcidiocesi di Berlino, l’unica fino al 1854. La chiesa fu dedicata a Sant’Edvige, patrona della Slesia, una regione che Federico II aveva conquistato nel 1742. Per la piccola comunità cattolica di Berlino, che viveva in un territorio fermamente protestante fin dai tempi della riforma luterana, la realizzazione di questo luogo di culto fu un chiaro segnale della libertà religiosa che vigeva nel Paese. La chiesa fu edificata su progetto di Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff, che s’ispirò al Pantheon di Roma. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Sankt Hedwigs fu un punto di riferimento per il movimento della resistenza. Purtroppo l’interno della chiesa è una versione moderna di quella originale, andata distrutta durante i bombardamenti. La ricostruzione, realizzata tra il 1952 e il 1963 sotto la direzione di Hans Schwieppert, ha comportato la sostituzione della cupola originale con una nuova cupola in cemento armato, la realizzazione di una scalinata per la cripta e un nuovo assetto interno, con otto cappelle. 

Siamo quasi giunti al termine del nostro tour per oggi, l’ora di cena si avvicina, la stanchezza immagino inizi a farsi sentire, esattamente come la fame, quindi dirigiamoci verso l’ultima tappa per oggi e poi godiamoci una bella cenetta nel cuore di Berlino e magari un po’ della sua vita notturna.

Come ultima tappa ci dirigiamo verso nord, dove non troppo lontano da Bebelplatz troviamo la Neue Wache (o Nuova Guardia). Questo monumento è caratterizzato da un susseguirsi di storie diverse: venne costruita tra il 1816 e il 1818 sul viale Unter den Linden, secondo i progetti di Karl Friedrich Schinkel, come monumento commemorativo per i caduti della guerra napoleonica. Dal 1818 al 1918 fu sede della Guardia Reale, successivamente nel 1931 Heinrich Tessenow vi realizzò un luogo di commemorazione per i caduti della guerra mondiale. 
Dal 1960 l'edificio, restaurato in seguito a forti danni dovuti ai bombardamenti, assunse la funzione di monumento commemorativo per le vittime del fascismo e del militarismo.
Nel 1969 qui vennero sepolte le spoglie mortali di un milite ignoto e di un ignoto prigioniero dei campi di concentramento, circondati da terra dei campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale e dai campi di concentramento. Dopo la riunificazione, la Neue Wache divenne il monumento centrale di commemorazione della Repubblica Federale di Germania per le vittime della guerra e del dispotismo. Qui può essere ammirata la famosa 'Pietà' di Kathe Köllwitz, raffigurante una madre col figlio morto tra le braccia.

Finalmente siamo giunti al termine del nostro tour per oggi, spero siate soddisfatti di quello che avete visto in queste ore, immagino che siate stanchi, ma Berlino è una grossa città e per poterla vedere discretamente bene in due giorni è inevitabile correre un po'.
Ora è giunto il momento di riposarsi e divertirsi in uno degli innumerevoli locali di questa affascinante città.





COSA VEDERE IL SECONDO GIORNO A BERLINO?

Spero abbiate dormito bene, perché oggi sarà un’altra giornata piena! 

Come prima tappa puntiamo verso il maestoso Duomo di Berlino.

A due passi dall’Isola dei Musei (Se siete interessati a scoprire di più sull'Isola dei musei potete leggere la mia guida "Berlino extra-time: alcune tappe in più"), nel cuore della città, si staglia l'imponente Duomo di Berlino, il cui aspetto attuale risale al 1904, dopo che nel 1894 l’imperatore Gugliemo II ordinò che fosse demolita la precedente cattedrale, considerata troppo semplice e classica, per far posto a un duomo che rispecchiasse adeguatamente la grandezza della religione luterana e la potenza della dinastia reale. E' considerato il più grande luogo di culto protestante della città, luogo di sepoltura della famiglia reale prussiana degli Hohenzollern.  Nel suo stile barocco con forti influenze del Rinascimento italiano, il Berliner Dom è lungo 114 metri, largo 73 e alto 116, sovrastato da una maestosa cupola in rame, il cui interno è decorato con dipinti che raffigurano eventi del Nuovo Testamento e del periodo della Riforma. Se desiderate, salendo circa 270 gradini si può raggiungere la sua sommità dalla quale si gode un incantevole panorama su Berlino. Neanche il Duomo purtroppo è sfuggito alla furia dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che ne danneggiarono gravemente il tetto, al punto che inizialmente ne fu sistemato uno provvisorio per preservare quel che restava dell’edificio e solo successivamente nel 1975 iniziarono i lavori di ricostruzione. La cattedrale venne riaperta nel 1993, dopo ben 18 anni di lavori. Per fortuna alcune porzioni della cattedrale si sono salvate dai bombardamenti, infatti, ancora oggi è possibile ammirare al suo interno l’altare maggiore, risalente al 1850; la Cripta degli Hohenzollern e il maestoso Organo Sauer di 7000 canne. 


Facciata anteriore del Duomo di Berlino
Duomo di Berlino
Orari: Il Duomo di Berlino è aperto: 
    Dal 1 Aprile al 30 Novembre:
  • Da Lunedì a Sabato: dalle ore 9.00 alle 20.00
  • Domenica e festivi: dalle ore 12.00 alle 20.00
    Dal 1 Ottobre al 31 Marzo:
  • Da Lunedì a Sabato: dalle ore 9.00 alle 19.00
  • Domenica e festivi: dalle ore 12.00 alle 19.00
Prezzo: Il costo del biglietto è di 7 euro (5 euro il biglietto ridotto per studenti)*. All'ingresso sono disponibili audioguide in tedesco, inglese, italiano e spagnolo (il cui prezzo è compreso nel biglietto d’ingresso) e visite guidate.

Dal Duomo di Berlino ci spostiamo verso Alexander Platz, circa 10 minuti a piedi. Disordinata, frenetica, corredata da discutibili opere architettoniche, Alexander Platz è da sempre la piazza più famosa di Berlino. Il suo nome risale al lontano 1805, quando in occasione della visita a Berlino dello zar Alessandro I, la piazza che ospitava il mercato del bestiame e della lana, Ochsenmarkt (mercato dei buoi), venne ribattezzata Alexander Platz. Questa piazza sicuramente rappresenta uno snodo fondamentale per quanto riguarda la linea di trasporti berlinese, pensate che qui si intersecano ben 20 linee di tram e bus. 

Torre della televisione o Berliner Fernsehturm in Alexander Platz a Berlino
Berliner Fernsehturm

L’edificio icona di Alexander Platz è senza dubbio la Torre della televisione o Berliner Fernsehturm, che con i suoi 365 metri di altezza, un metro per ogni giorno dell’anno, domina dall’alto la città ed è la struttura più alta dell’Europa Occidentale. Qui se volete, sempre che non soffriate di vertigini, potrete prendere un ascensore che con la velocità di ben 6 metri al secondo vi porterà a 203 metri di altezza, inutile dirvi la bellezza del panorama che si può godere da qui sopra. In cima alla torre, nella sfera d’acciaio, è presente un bar/ristorante dove si può cenare o semplicemente bere un caffè sul “tetto di Berlino”. Il mio consiglio personale è salire sulla Torre in mattinata poiché nell’arco della giornata spesso si crea una lunga fila d’attesa.
Orari: Aperta tutti i giorni della settimana dalle ore 8.00 alle 24.00 da Marzo a Ottobre e dalle ore 10.00 alle 24.00 da Novembre a Febbraio.
Prezzo: La singola salita costa 13 euro*.

Ci sono almeno altri due simboli in Alexander Platz sicuramente da citare: l’Urania Weltzeituhr, l’orologio che segna le ore delle principali città del mondo e la Brunnen der Völkerfreundschaft, la fontana che domina il centro dell’area pedonale della piazza, dedicata all’amicizia tra i popoli. 

Da Alexander Plazt ci spostiamo verso la fermata di Berlin-Gesundbrunnen prendendo la linea metropolitana U-Bahn 8 (U8), da qui tenendoci la stazione sulla sinistra a soli 5 minuti a piedi raggiungiamo il punto informazione della Berliner Unterwelten.
L'associazione culturale Berliner Unterwelten (Mondi Sotterranei di Berlino) nasce nel 1997 e si dedica a un capitolo particolare della storia di questa città: lo studio delle infrastrutture che si trovano nel sottosuolo della capitale e la realizzazione di visite guidate che le rendono accessibili. Facendo un tour nei corridoi sotterranei si può veramente capire come nel periodo in cui la città era divisa la gente cercasse di fuggire tramite le gallerie e le fognature, o quale significato avessero le cosiddette "fermate fantasma" della metro. Una delle visite guidate, "Dunkle Welten" ("Mondi Oscuri"), si svolge, ad esempio, in uno dei rifugi antiaerei in cui la popolazione civile si nascondeva durante i bombardamenti. In questo complesso, ancora perfettamente conservato, con le porte in acciaio e gli impianti di aerazione originali, è possibile farsi un'idea di quanto fosse opprimente il dover resistere in spazi tanto angusti e soffocanti per lunghi periodi di tempo.


Orari: Aperto dal Lunedì alla Domenica dalle ore 10.00 alle 16.00.
ATTENZIONE: Molto importante è informarsi in precedenza sugli orari delle visite guidate e la lingua parlata dalla guida, infatti esistono tour in lingua Tedesca e Inglese in prevalenza ma anche in lingua Italiana e Spagnola ma solo 1 o 2 volte nell’arco della giornata.

Prezzo: Il costo del biglietto può variare a seconda del tour desiderato ma all’incirca è di 11 euro*. Non esiste prevendita dei biglietti.


Ultima tappa della nostra Gita Fuori Città a Berlino è l’immancabile East Side Gallery.
Qui ci troviamo un po’ fuori rispetto al centro di Berlino, quindi le possibilità sono due: farsi una bella camminata puntando verso il fiume Sprea e poi costeggiarlo. Ovviamente se siete a Berlino nel periodo primaverile o estivo può essere anche piacevole farsi un bel giro a piedi guardandosi anche un po’ attorno e scoprendo una Berlino meno turistica, però voglio essere onesto fin da subito e confessarvi che il tragitto richiede almeno 1 ora e mezza di camminata, quindi se siete stanchi o il tempo esterno non è dei migliori vi consiglio di dirigervi nuovamente verso la stazione di Berlin-Gesundbrunnen. Da qui potete riprendere la linea U8 scendendo questa volta alla fermata di Jannowitzbrücke e da qui prendere la linea ferroviaria S-Bahn (S9) e scendere alla fermata di Berlin Ostbahnhof. In questo modo in circa 30 minuti dovreste essere arrivati nella zona che costeggia il fiume Sprea dalla quale inizia la famosissima East Side Gallery.

Qui arte e storia si fondono in un perfetto mix. Quando a partire dal 1989 il Muro venne abbattuto, qui, lungo la Mühlenstraße ne rimase in piedi un tratto lungo circa 1,3 km: questa reliquia della storia del Novecento è divenuta una galleria d’arte a cielo aperto, dove artisti provenienti da ogni parte del mondo hanno dipinto 106 murales. 

I più famosi sono il 'Test the Best' di Birgit Kinder, che rappresenta una Trabi (autovettura d'epoca tedesca) che sfonda il Muro, e 'Il Bacio mortale' di Dimitrij Vrubel, che ritrae Erich Honecker e Leonid Breznev mentre si baciano appassionatamente. 

Murales presente sulla Est Side Gallery denominato 'Test the Best' di Birgit Kinder, che rappresenta una Trabi (autovettura d'epoca tedesca) che sfonda il Muro
'Test the Best'
Murales presente sulla Est Side Gallery denominato 'Il Bacio mortale' di Dimitrij Vrubel, che ritrae Erich Honecker e Leonid Breznev mentre si baciano appassionatamente
'Il Bacio mortale'


Se siete amanti della fotografia qui vi potrete sbizzarrire! 
Due muri paralleli e uno spazio centrale chiamato “striscia della morte” componevano quello che era il Muro di Berlino. A dividere però il quartiere di Kreuzberg (ovest) e quello di Friedrichshain (est) ci pensava già il fiume Sprea, ecco perché in questo tratto il muro fu costruito solo sul versante est: la Sprea coincideva e sostituiva la striscia di terra di confine, per cui non fu necessario costruire il versante ovest del muro. Quel poco che rimane del muro costruito sul versante est è ora divenuto la East Side Gallery (da qui il nome). 
Siamo nel 1990 quando 129 artisti, provenienti da 20 diversi paesi del mondo, furono chiamati al cospetto del muro con lo scopo di dipingerne il lato orientale con temi ispirati alla pace e alla riunificazione. C’era bisogno di esorcizzare quel sentimento di angoscia legato alla sua storia, di ricoprirlo di colori, di slogan e di immagini, cosa che avvenne sotto la spinta di un motivato entusiasmo creativo. Fu donata nuova vita a quei pannelli in cemento armato, grigi, cupi, senza valori, gli stessi che hanno diviso in due una città per ben 28 anni e reso impossibile la circolazione tra l’est e l’ovest, quelli che hanno separato famiglie, procurato la morte e mostrato fino a che punto può arrivare la follia umana. L’East Side Gallery nel 1991 è stata eletta memoriale internazionale alla libertà e, dopo 25 anni, continua ad essere l'unico monumento autentico della riunificazione, con più di 3 milioni di visitatori ogni anno.

Con quest'ultima tappa abbiamo ufficialmente finito il nostro tour! Probabilmente è giunta l’ora di spostarsi verso l’aeroporto.

Ciao e alla prossima Gita!





NOTE 
* I prezzi sono soggetti a variazione nel corso del tempo quindi non posso garantire che essi siano attualmente uguali a quelli sopra indicati.

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[Un ringraziamento speciale a Valeria Bugatti per il suo contributo fotografico.]



All images © 2019 Luca Guidetti



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➢ Siete appena atterrati e non sapete come raggiungere il centro di Berlino o semplicemente vi serve una mano per spostarvi all'interno del centro città? 
Nella mia guida "Come muoversi a Berlino" vi fornisco tutte le informazioni necessarie.
➢ La vostra permanenza a Berlino dura più di 2 giorni?  Non siete pienamente soddisfatti del tour che vi ho appena illustrato? In questo caso troverete sicuramente utile leggere anche la mia guida "Berlino extra-time: alcune tappe in più". 
➢ Non sapete dove mangiare? Volete provare piatti tipici ma non li conoscete? Nella mia guida "Birra, carne e patate: viaggio tra i piatti tipici di Berlino" potrete trovare qualche consiglio utile.


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GITA FUORI CITTA' CONSIGLIA:
PER ORGANIZZARE AL MEGLIO LA VOSTRA GITA A BERLINO VI POTREBBE INTERESSARE

Commenti

  1. Un articolo meraviglioso che presenta in dettaglio i luoghi più belli e storici di questa città. Ottimo lavoro e fotografie bellissime!

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